Libreria del Festival

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LIBRERIA ARCADIA
H 19
YAN LIANKE - I QUATTRO LIBRI
Con I quattro libri Yan Lianke torna alla satira politica, che lo aveva caratterizzato − e gli aveva portato meritata fortuna − in Servire il popolo (“Penso che sia il mio miglior romanzo proprio perché mi sono sentito finalmente libero” aveva commentato). Il racconto è condotto infatti sul filo di un registro leggero, tanto distante dalla retorica del dolore quanto capace di rendere al lettore la banalità del male. Siamo nella zona 99 di un campo di rieducazione per intellettuali nel nord della Cina alla fine degli anni sessanta, durante l’epoca del Grande balzo in avanti − Mao ha deciso che la Cina raggiungerà i livelli di produzione di acciaio dell’Inghilterra in soli quindici anni. I quattro libri sono quattro voci: quella del bambino che comanda il campo incoraggiando la violenza e le delazioni, quella dello scrittore e del filosofo costretti a lavorare lì sodo, più la voce di un narratore onnisciente. Quattro modi diversi di raccontare la follia umana, quattro tonalità in cui Yan Lianke declina la sua voce – sempre poetica – ed esprime, nonostante tutto, la sua fiducia verso l’umanità. I quattro libri è entrato nella selezione di The Booker International prize 2013. Yan Lianke, nato in Cina nella provincia contadina dell’Henan nel 1958, a 20 anni, non potendosi permettere di proseguire la sua istruzione, sceglie la carriera militare e si occupa di redigere i testi della propaganda comunista. Laureatosi nel 1985, torna poco dopo alla vita civile, e comincia la sua carriera di scrittore, premiata con i due più prestigiosi premi letterari cinesi (Lu Xun e Lao She). Molti dei suoi lavori, tra i quali Servire il popolo (Einaudi, 2006) in cui prende in giro i precetti maoisti e Il sogno della città dei Ding (nottetempo, 2011, finalista al Man Asian Literary Prize), nel quale denuncia l’epidemia di AIDS nelle campagne cinesi, sono stati sottoposti a censura in patria. Sempre per nottetempo, ha pubblicato nel 2013 Pensando a mio padre . Nel 2013 è stato tra i finalisti del Man Booker International Prize e nel 2014 è stato premiato con il prestigioso Franz Kafka Prize.


 

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LIBRERIA ARCADIA
H 19
DAVI KOPENAWA - LO SCIAMANO AMAZZONICO
Davi Kopenawa (Toototobi, 1959) è sciamano e portavoce del popolo Yanomami del Brasile; è noto a livello internazionale per il suo lavoro per la difesa dei diritti indigeni nonché per la salvaguardia della foresta amazzonica e dell’ambiente. Per le Edizioni Nottetempo è uscito “La caduta del cielo”, uno straordinario resoconto della vita e del pensiero cosmo-ecologico di Davi Kopenawa, sciamano e portavoce dell’Amazzonia brasiliana. Rappresentante di un popolo la cui esistenza è minacciata dall’estinzione, Kopenawa traccia un indimenticabile quadro della cultura yanomami nel cuore della foresta pluviale – un mondo in cui l’antica conoscenza indigena combatte con la geopolitica globale e i suoi interessi mercantili. Dalla sua iniziazione sciamanica all’incontro con i Bianchi, ai viaggi in tutto il mondo come ambasciatore del suo popolo, Kopenawa ripercorre un’intera storia di repressione culturale e devastazione ambientale e manifesta una critica risoluta alla società industriale occidentale e all’ipoteca che ha posto sul futuro del mondo umano e non umano. L’antropologo Bruce Albert ha raccolto e trascritto le parole di Kopenawa affinché trovino un cammino anche lontano dalla foresta.


 La libreria Arcadia oltre a proporre il 10% di sconto ai possessori di Oriente Occidente Emozioni è presente agli appuntamenti della sezione Linguaggi del Festival con un bookshop itinerante per proporre al pubblico interessato del Festival i libri dei relatori ospiti, oltre che una bibliografia tematica.



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